20 dic 2009


NEVE A VENEZIA

19 dicembre, ieri sera mi sono addormentata nel silenzio ovattato dell’infanzia.

Al risveglio Venezia è tutta bianca di neve e ne cade ancora tanta e sottile e fredda.

Quando ero piccola la neve era un regalo per bambini ed i ragazzi, gran gioco per ogni eta. Nella via Lemno bianca non passavano biciclette e tutto il bianco dei giardini e della strada era per noi, palle di neve e corse e pupazzi, quello che tutti abbiamo amato, poi i piu grandi con le pale spalavano uno stretto sentiero, appena per passare in fila indiana, fino alla via lungo il canale e di li fino alla via Malamocco. Qui spalavano i disoccupati, assunti per l’occasione delle nevicate , che se il freddo restava, in giorni successivi avrebbero allargato i sentierini nostri, delle strade minori.

I disoccupati: un’impresa all’inizio dell’inverno prendeva in appalto dal Comune la spalatura della neve e all’occorrenza assumeva gli spalatori. Non erano tempi in cui si sprecasse il sale.

Nel 1929 ci fu un inverno molto freddo, l’impresa che aveva vinto l’appalto era Pellanda. Mia mamma raccontava che i giovani di Castello, che fornivano la manodopera cantavano :

ANDA PELLANDA

XE DIO CHE TE LA MANDA

CHE EL TE LA MANDA FINA

CHE SIA LA TO ROVINA

Sembra che infatti abbia nevicato così tanto che l’impresa per quell’anno andò gravemente in perdita. I disoccupati per quell’inverno ebbero lavoro a sufficienza.

In fondamenta oggi è venuta l’acqua alta a lavar via la neve, il ghiaccio rende scivolosi le calli ed i ponti, la Strada Nova è stata spazzata; forse anche quest’anno di crisi ci sono dei disoccupati che ringraziano, ma le bancarelle stanno ricoprendo tutto il tratto libero per il mercatino di Natale e per noi vecchi passanti restano di qua e di la i cumuli di neve e ghiaccio.

I ragazzini escono da scuola e saltano sulle barche dove la neve è intatta, per giocare.

3 nov 2009

SEMPRE IN TEMA DI ...


SEMPRE IN TEMA

I genitori vengono a Roma, proprio per stare un poco col figlio.
Il figlio vuole fare festa al padre che compie di nuovo gli anni.
Ogni anno gli succede, anche se ciò lo coglie sempre di sorpresa.
Nonostante i grossi impegni professionali, il figlio organizza una bella festa con la sua compagna: cena al più gradevole e speciale ristorante di pesce e un grande regalo. Tutto fila a meraviglia, arriviamo tutti puntuali. Il pesce è squisito, il pacco contiene un bellissimo Borsalino di una tinta sabbia calda.
Un cappello che a Rod sta benissimo. Pensare che da quando si era sposato con in testa un borsalino color caffè, aveva deciso che il cappello lo invecchiava e non lo aveva più messo; o ero stata io a suggerirlo?.
Solo nel gelo metteva un colbacco che gli dava un’aria da Gorbaciov e questa estate per ordine del medico una paglia per riparare la sua pelle delicata dai raggi del solleone.
Si, il cappello chiaro gli sta proprio bene.
Bene, i regali non erano finiti: per il giorno dopo due biglietti in galleria per la prima di –Oggi Sposi- all’auditorium di Piano.
Che bello così abbiamo visto il film divertente, con presenza in sala degli attori, produttori, fotografi, battimani ecc. ed anche la sala Santa Cecilia dell’auditorium tutta di legno dalla splendida acustica, di cui avevo tanta curiosità.
All’uscita ci è venuto incontro Eu, sorridente e felice, aveva il posto con amici in sala.
Eu: -Vi è piaciuta la sorpresa? –
Io: - Si la sala è bellissima ed anche il film ci è proprio piaciuto, ci siamo divertiti, grazie !-
Eu: - Ma come? Non vi siete accorti che avevo una parte anche io, facevo l’avvocato! –
Io: - Mi pareva un poco di conoscerlo quello ed ho pensato come somiglia a qualcuno che conosco, e pensavo a un qualche attore…..-
Eu: - E’ il colmo, tutti mi hanno riconosciuto, i miei colleghi, conoscenti, e voi, i miei genitori NO.-
Rod: - Potevi almeno dirmi che ti pareva di conoscerlo, io non mi ricordo l’avvocato, e si che non mi sono addormentato,
Noi: - Così appena lo danno a Venezia lo torniamo a vedere e ti guardiamo bene; ma uno non pensa di vedere suo figlio sullo schermo, al cinema si va a vedere una storia e tutti sono personaggi, che un avvocato somigli a mio figlio avvocato mi sembra normale, non ci faccio caso.
In fondo significa che la storia ci ha coinvolto, non sei contento?
 

2 nov 2009

INVECCHIARE E' UMILIANTE


Se a voi la vecchiaia fa da ridere, insegnatemi qualcosa.

Io sono dieci giorni che volevo scrivere un blog divertente su tutti i piccoli e grandi intoppi che ogni giorno affronto convivendo con la vecchiaia, ma sono ancora qui a pensarci.  Ridere?

Le stesse cose capitate a un ragazzo o a una donna normale -di età- mi farebbero ridere, quando capitano a me o Rod, no. Proprio niente da ridere.

Ecco dei fatti: Mi accorgo che l’elenco del telefono ha una stampa illeggibile, soprattutto il tre ed il cinque sono così male stampati che decido di scrivere una protesta . Qualcuno mi consiglia con gentilezza di fare prima un controllo dall’oculista. Così mi comperai la prima protesi: gli occhiali.

Un giorno calcolo di prendere il treno, so che per arrivare alla stazione impiego 15 o 16 minuti. Perdo il treno perchè la strada è diventata cinque minuti piu lunga.

Corro per non perdere il vaporetto e appena salgo due persone subito si alzano e mi fanno sedere, mi chiedono se  sto bene , sono così rossa ed affannata che credono mi stia per venire un colpo.

Si sposa mio fratello e voglioi comperarmi un paio di scarpe eleganti, il proprietario del negozio entusiasta dice : Abbiamo degli splendidi decolté col tacco abbastanza largo, sono comode e morbide, con pianta larga, le sembrerà di camminare in un una valle verde .

Non solo I piedi sono diventati piu larghi e bitorzoluti, ma anche gli anelli non passano piu per le nocche artrosiche delle dita.

Al cinema, - Signora, lei ha diritto alla riduzione!

Al museo: - Quanto fa? – Oh, è gratis per gli ultra sessantacinquenni!-

Va bene è un bel vantaggio, ma …

IL vero brutto, la grossa batosta la si prende quando il corpo non rispetta piu I ritmi che ha sempre osservato. Si comincia a cercare aiuti nei lassativi, nei sonniferi, nelle compressine per la tiroide, e bisogna controllare quello che si mette in bocca, per conservare i giusti parametri nelle analisi  dei liquidi corporei.

Si, perchè ora non è sufficiente sentirsi in buona salute, bisogna che un esame lo comprovi.

E’ umiliante . Il corpo sta diventando un fragile trespolo su cui si sta in equilibrio incerto, preoccupati che ogni corpulento frettoloso lo urti  e lo faccia rovinare in terra in pezzi.

Basta poco per cadere, una pietra del selciato smossa, un cane che corre con un lunghissimo guinzaglio che non si vede chi lo regge, lo scalino di marmo bianco quando piove, e rialzarsi diventa tanto penoso.

E’ umiliante fare la valigia cercando quale dei due calzoni pesa di meno, e mettendo nel necessaire il tubo di dentifricio gia mezzo vuoto, per non portare peso inutile.

Ma ancora piu triste sollevare la valigia per metterla sopra il proprio posto e accorgersi che ci sta piombando sulla testa perchè le braccia non la reggono.

E’ tristissimo vedere che gli scalini per scendere dallo scompartimento sono così  scomodi e pericolosamente alti, è umiliante aver sempre bisogno di chi ti porga un braccio per non cadere, peggio ancora se ti trascina giu chi aveva fretta di prendere il tuo posto

La cosa piu penosa è aver bisogno di andare frequentemente al gabinetto; certo problemi sono frequenti ad una età, ma I giovani non lo sanno e si seccano se devono spostarsi in treno o in aereo per lasciarti passare, e poi trovi le tiolette occupate o non funzionanti, ed hai paura che ti succeda  di non riuscire a controllare il tuo corpo.

Questa paura ti porta a valutare in ogni programma quanto tempo dovrai aspetare prima di  poter trovare una toilette libera e facilmente acessibile.

Al bar o al ristorante a volte devi scendere scale che sembrano pensate per scoraggiare l’uso del gabinetto, saranno progetti di giovani architetti che vanno in gabinetto solo per lavarsi le mani.

In casa d’altri se un pranzo dura a lungo,  sul più interessante del discorso ti addormenti. Se ti trema la mano e versi un poco del vino sulla tovaglia candida o sulla camicia? Ti vien da ridere? A noi no.

Soffri se, ospite, sai che ti alzerai nel mezzo della notte e la preoccupazione ti impedisce perfino di addormentarti, poi ti svegli cercherai di non far rumore andando al bagno e non accenderai la luce per non svegliar qualcuno e succede che urti una sedia che cade con fracasso nel silenzio e nel buio e hai svegliato tutti.

Penoso è il momento in cui saluti una persona e stai dicendo un nome ma non lo trovi nella memoria; quando devi pagare alla cassa e improvvisamente ti senti incerto come se le monete del tuo portafoglio fossero di un paese sconosciuto, poi ti riprendi, ma ti resta questa sensazione di insicurezza, di squilibrio, di paura di sbagliare, di essere in balia di chi ti voglia fregare.

Vorresti fare un lungo viaggio, una bella vacanza verso il caldo primaverile, ma come fare ora che ogni movimento ti fa sentire tutte le articolazioni e i muscoli e i tendini che protestano, ora che ogni spostamento ti da tanta insicurezza? E ne parli con i familiari e gli amici, ma nessuno capisce l’angoscia che ti dà vedere il baratro che si allarga sempre piu tra I tuoi desideri e le tue risorse.

Ti consigliano di reagire, di fare ginnastica, di tenere la testa attiva, di fare dieta, di sforzarti. Ma se stai gia sforzandoti al massimo sia nel fisico che nella psiche, che rimedio è mai questo?

La Montalcini, certo la Montalcini … 105 anni.

Fateci ridere se potete.

13 ott 2009

LE RAGAZZE


Escono dal liceo, eleganti i corpi, disinvolti e alla moda i calzoni o le minigonne, magliette in due o tre strati, i colori smorzati si annullano uno sull’altro, il capo piu piccolo annodato stretto sopra tutto, a sottolineare il seno gentile.

MA perché nessuna sorride? Occhi tristi, sguardi assenti, labbra imbronciate. Sono tutte arrabbiate col mondo? A sedici dicciott'anni, perché?

Perché sono gli stessi sguardi, gli stessi corpi, le stesse vesti, lo stesso trucco, le stesse capigliature delle foto di moda. I giornali femminili hanno insegnato alle ragazze che camminano sole in città a tenere un portamento scostante e desolato. Sono icone dell’adolescenza.

Ma quando le vedo in gruppo, con i compagni e le amiche, allora si animano ridono sguaiate e si muovono felici, libere da modelli di un languore decadente, non piu  morenti pallide emaciate.

In gruppo sono vive, sono belle

12 ott 2009

CATTIVE RICETTINE


SE RESTANO DEI FUNGHI CHIODINI

Non potendo fare ancora un risotto come ieri sera, ho provato

Meglio frullarli in un passato di fagioli freschi che almeno viene una buona minestra, piuttosto che fare la porcheria di questa sera:

Saranno state tre o quattro porzioni di magnificamente cotti chiodini, mi sono sognata di sbattere in una terrrina 3 uova, mezzo bicchiere di latte, un cucchiaio raso di crema di riso, sale e pepe, ho scaldato i chiodini con una noce di burro e sopra ho buttato le uova sbattute;  a cottura morbida delle uova, ho portato in tavola.

Rodolfo ha mangiato, senza entusiasmo,  mentre ha trovato buono il semolino in brodo che li ha preceduti. Era un po’ giu di morale e per questo non ha fatto commenti salaci .

Sono passate due ore ed io me li sento sullo stomaco come un rimorso.

Non era una serata creativa oggi.

27 set 2009

turisti

Abbiamo fatto gli acquisti alimentari e stiamo tornando a casa. Campo SS Apostoli è invaso da turisti del fine settimana che si muovono come pecore alla fine di una transumanza. Rod è un poco dietro a me e sento che una voce femminile lo interpella affannosamente: -Msieur, Monsieur, s’il vous plaît!.

Rodolfo – Je ne peu pas, je doive aller, je suis pressé.

Mi volto e colgo il gesto di impotenza meravigliata, a braccia aperte di una giovane che si rivolge al suo ragazzo.

Cosa voleva, chiedo a Rodolfo. -Che le scattassi una foto, ma no go tempo da perdar coi foresti. E continua col suo passo lentissimo.

A chi chiedere il favore di uno scatto se non ad un anziano, che passeggia tanto lentamente che sembra abbia niente da fare.

Invece lui è pressé. Lui non li sopporta questi turisti che gli stanno tra i piedi e si sente fragile, urtato, spinto; teme di cadere tra le gambe di   queste comitive che non guardano dove mettono i piedi, troppo preoccupate di guardare vetrine o l’ombrellino colorato del capofila. Lui li odia questi turisti, e non pensa di essere pure lui, spesso, un turista .

11 set 2009

MORTE DELLE SCARPE

 

TORNATI IN CITTA’ SI CONTROLLA L’ELENCO DELLE COSE URGENTI CHE NON SI SONO FATTE PRIMA DELL’ESTATE

SE VENGONO I FIGLI, … NON ABBIAMO PIU COMPERATO I GUANCIALI DI LATTICE, IL SUPERMERCATO CHE LI AVEVA IN OFFERTA NON LI HA PIU E BISOGNA ANDARE ALL’IPER, CIOE’ FUORI VENEZIA A SAN DONA’

LA COSA ENTUSIASMA ROD, CHE VEDE LA POSSIBILITA’ DI UNA IMMEDIATA INTERRUZIONE ALLA DIETA DECRETATA DOPO LA PROVA BILANCIA .

IL CALDO E’ ANCORA AFOSO, MA ROD DICE CHE NON SI FIDA DI INDOSSARE LE SCARPE LEGGERE, POTREBBE PIOVERE, ED HANNO DEGLI INSERTI DI TELA, SAREBBE UN DISASTRO TROVARSI COI PIEDI BAGNATI IN QUESTO TORRIDO SETTEMBRE !

NELLO STANZINO DELLE SCARPE ESTRAE UN PAIO DI CLARKS SCAMOSCIATE BLU, CHE SONO LARGHE E DIREI UN POCO SFORMATE , MA PROPRIO FORSE PER QUESTO AMATISSIME .

DICE CHE CON QUESTE CERTAMENTE NON AVRA TROPPO CALDO NE’ LE SENTIRA’ STRETTE.

CON QUALCHE DIFFICOLTA’ RIUSCIAMO A TROVARE QUESTO IPERCOOP, IN UNA ZONA CHE E’ UN VERO NON LUOGO:

LONTANO ALCUNI CHILOMETRI DALLA CITTA’ SI IMBOCCA UNA ROTONDA E ALLA QUINTA USCITA SI ENTRA IN UN LABIRINTO DI PERCORSI A SENSI VIETATI, CON PARCHEGGI PER I DIPENDENTI DI QUESTO E DI QUEL IPERCENTRO DI VENDITA.

L’ERRORE CONSISTE NEL GUARDARE L’ENORME INSEGNA E CERCARE DI RAGGIUNGERLA PER LA VIA PIU BREVE. IL LABIRINTO E’ PENSATO PER CREARE UN PERCORSO CHE TUTTI I POSSIBILI CLIENTI SIANO OBBLIGATI A PASSARE IN RASSEGNA OGNI IPER , CASO MAI  SI VOLESSE COMPERARE OLTRE I GUANCIALI ANCHE UNA FRESATRICE O UN TAGLIA ERBA O ADDIRITTURA UN ALBERO DI NATALE O I MOBILI PER UNA CAMERETTA FAI DA TE..

POI LA SQUISITA CORTESIA DI UN DIPENDENTE CI SPIEGA COME RAGGIUNGERE IL PARCHEGGIO CLIENTI DEL CENTRO COMMERCILE CHE FA AL CASO NOSTRO.

HANNO RACCOLTO IN ETTARI DI CAMPAGNA TUTTO IL COMMERCIABILE E OGNI GRUPPO DI ARTICOLI HA IL SUO LABIRINTO PARCHEGGI CON I RELATIVI CARRELLONI PER LA SPESA ED EXTRACOMUNITARI CHE SI OFFRONO DI RIPORRE I CARRELLI VUOTI .

SCENDIAMO E, FINCHE’ CERCO L’EURO E  PRENDO IL CARELLONE MASTODONTE, ROD E’ GIA DISPERATO CHE MI CHIAMA E NON SI MUOVE DALL’AUTO.

-       COSA C’E’? HAI DIMENTICATO QUALCOSA IN MACCHINA? –

-       NO, URLA, GUARDA COSA MI E’ SUCCESSO, SENZA FARE NIENTE, HO FATTO UN PASSO E GUARDA LA SCARPA!

LA SCARPA E’ ESPLOSA, LA SUONA SI E’ APERTA IN TRE PEZZI, OGNI CUCITURA E’ SCOMPARSA, LA TOMAIA E’ DEL TUTTO LIBERA ATTORNO ALLA CAVIGLIA, SEMBRA UNA SCARPA ANCORA DA ASSEMBLARE.

-       DAI ROD, FA UNA RISATA, SIAMO AL CENTRO COMMERCIALE E COMPERIAMO UN PAIO DI SCARPE.

-       MA COME FACCIO A CAMMINARE CON QUESTI SBRENDOLI E SENZA SUOLA’

-       Dai, la buttiamo nel cestino e cammini scalzo, sono pochi metri..

-       non posso, non mi voglio tolgliere la calza, mi sporco il piede, e poi avranno scarpe? se vendono solo alimentari e casalinghi!

all’ingresso c’e’ proprio uno in divisa , una guardia per il servizio d’ordine, che si offre di informarsi al posto nostro.

poi torna e ci consiglia di andare un mezzo chilometro piu avanti, pero’ possiamo fare il percorso in galleria che ha un bel pavimento lucido senza sassolini, e troviamo un gran supermercato -scarpe e scarpe- li trovera molta scelta e nche dA sedersi per fare le prove.

Alla cassa del scarpe e scarpe troviamo una gentile commessa che sente il nostro problema e ci indica la direzione delle scarpe da uomo, perche’ anche questo posto ha le dimensioni di un angar ed e’ pieno di gente che si prende scarpe, se le prova e si arrngia da sola.

noi troviamo la commessa piu gentile del mondo, si commuove all’avventura e guardando la scarpa rimasta a rod, dice –pure e’ una buona scarpa!-

trova con intelligenza le scarpe che possono andare a rod, e quando rod si slaccia la seconda clarks blu anche questa si apre e si disfa completamente. come se avessero un meccanismo ad orologeria. non si e’ scollato un pezzo o scucita una cucitura, si e’ letteralmente disfata anche lA seconda scarpa nei suoi diversi pezzi.

una cosa mai vista.

io sono scoppiata a ridere, invece rod e’ rimasto malissimo e voleva capire la ragione. non c’e’ ragione, le scarpe non devono durare piu di tot tempo, altrimenti la produzione non va venduta.

una volta noi usavamo le scarpe fino a consumare la suola, le passavamo da un fratello ad un altro, quando i piedi diventavano piu grandi si poteva tagliare la punta e usarle ancora, adesso no, come un robot programmato anche loro si azzerano dopo il tempo previsto dai produttori.

il problema fu uscire: le scarpe hanno un sistema magnetico che fa suonare l’allarme E Tutti ti guardano,

 

non basta pagare per essere in regola.

ma la commessa gentile ci raggiunse alla cassa, con una seggiolina, perche’ rod si e’ dovuto togliere ancora le scarpe . bisognava smagnetizzarle

-  E’ IL PIEDE SINISTRO CHE SUONA L’ALLARME -